Capitolo venti-2

643 Parole

Maxim Incespicai nell'attico, che sembrava girare. Pensavo di aver aspettato abbastanza a lungo che tutti si fossero addormentati, bevendo vodka liscia al bar all'angolo, e invece no. Era come se quegli stronzi mi stessero aspettando. E l'atmosfera compassionevole mi fece venir voglia di vomitare. «Vaffanculo a tutti.» Non sapevo nemmeno se l’avevo ringhiato in russo o in inglese. Forse in cinese. Inciampai e Nikolaj si alzò come se volesse aiutarmi, quindi gli diedi un colpo. E lo mancai. E in qualche modo finii a terra sulla faccia, sbattendo la spalla contro il divano mentre cadevo. Oleg mi tirò in piedi. O almeno mi parve Oleg. Nessun altro avrebbe potuto farlo così facilmente. Battei le palpebre. «Vaffanculo» farfugliai. Non so bene cosa accadde dopo. Penso di essere svenuto

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