Capitolo ventuno-2

795 Parole

Maxim Ero sul divano intento a bere di nuovo fino all'oblio quando mi squillò il telefono. Era la guardia di sicurezza del piano di sotto. «Vaffanculo» mormorai, e non risposi. Chiamò Ravil, dopo di me. «Eh. Beh, smascherala. Chiama la polizia» disse Ravil. Scossi la testa. «Mi stai prendendo per il culo.» Ravil alzò le spalle. «Dice che dichiarerà di non essere morta a meno che tu non scenda.» Mi sistemai e annuii. «Smascheratela. Deve rimanere morta se vuole avere il controllo dei soldi.» «Avevo intenzione di aspettare qualche giorno per dirtelo, ma...» iniziò Nikolaj. Gli lanciai il bicchiere in testa. Lo mancai, ma andò a sbattere contro al muro e finì in frantumi. «Va bene. Aspetterò qualche giorno.» Nikolaj ebbe la decenza di non sembrare toccato dal mio tentativo di aggres

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