— Eccolo — mormorava come a se stessa, la fanciulla. — Eccolo — diceva, a voce alta, donna Gabriella. Era Giovannino che passava a quell'ora, per andare a passare un po' del suo tempo al caffè di porta San Gennaro, dove era fama un tempo che si facessero i migliori gelati napoletani, e dove accorreva una folla di borghesi, impiegati e piccoli possidenti, preti e cabalisti del lotto. Giovannino fischiava, per farsi udire: e il fischio amorosamente significava: — Sono qui, ti amo, non ti scordare!— Chiarina restava con l'animo sospeso. — Dove andrà, ora? — chiedeva dopo un certo tempo, la matrigna. — Al caffè, — rispondeva la fanciulla, quietamente. — A spender denari, — borbottava donna Gabriella. Chiarina la guardava in faccia, ma senza dirle nulla. Alla fanciulla restava intiera t

