All’inizio volevo solo cercare di superarmi, per farlo ogni volta meglio, cercare di conquistare gli altri e me stesso, in quella professione così vecchia e dimenticata. Gli adulti a volte si burlavano del mio mestiere, sminuendo la dedizione e la preparazione che richiede, senza capire l’importanza del mio ruolo e che mi devo confrontare con un pubblico più esigente, i piccoli. A volte riuscivo a truccare qualche storia per aggiustarla, quando vedevo che non suscitava il minimo interesse tra gli spettatori, e così capii che c’erano storie brutte e storie belle. Da lì iniziai a scegliere quelle che ritenevo migliori, anche se non capivo quale fosse il criterio usato da quei piccoli giudici, che con i loro occhi emettevano un netto verdetto, indicando se gli piaceva o no. Quando iniziava

