Non ha mai voluto sapere cosa fosse realmente accaduto, né ha voluto fare da testimone per la difesa, la mia difesa, il che avrebbe potuto chiarire alcuni punti importanti, ma non ha voluto affrontare la stampa, né essere oggetto di scherno, e ha lasciato che assumessi il ruolo di protagonista senza nemmeno rivolgermi la parola. Da quando tutto questo è iniziato, a malapena mi ha rivolto qualche sguardo accusatore, e nemmeno una parola. I primi giorni in attesa del processo, la tensione in casa era talmente forte da poterla toccare con mano, lei sembrava molto più nervosa di me, e soprattutto di pessimo umore, come mai l’avevo vista. Più e più volte mi chiese di dichiararmi colpevole e di assumermi la mia colpa, ma io mi rifiutai ribadendo la mia innocenza, e lei, non contenta della mia

