ALONE.

1233 Parole
Se il mio primo giorno a Londra è stato traumatizzante non oso immaginare come sarà il secondo. Questo è ciò che mi ripeto mentre cerco di truccarmi davanti allo specchio. Sono quasi pronta, Wyatt invece ancora dorme. Mi piastro i capelli, indosso un jeans piuttosto semplice, una maglietta bianca leggermente scollata, e una felpa bordeaux abbastanza calda, completando il tutto con le mie amate converse bianche. Sono pronta. Penso di non svegliare Wyatt, nonostante sia tardi, non voglio disturbarlo, sa quello che fa. Credo. Lascio la stanza, pregando di non incontrare in corridoio i due piccioncini. A quanto pare le mie preghiere sono state ascoltate. Mi reco nella mia classe e prendo posto in un banco affianco alla finestra. Un ragazzo prende posto affianco a me, e con una convinzione assurda mi dice: "Ehi per caso sei caduta dal cielo perché..." ,lo interrompo bruscamente: "Per caso sei caduto dal cielo anche tu? No perché è evidente che devi aver battuto forte la testa!" La faccenda di Luke e Ashley, della stanza e tutto il resto mi hanno resa tremendamente nervosa, forse troppo. Il ragazzo mi fissa e poi dice: "Okay, è lunedì mattina, ho visto di peggio, posso lasciar stare. Ricominciamo da capo, il mio nome è Damian Williams, piacere di conoscerti." Quelle parole mi fanno sorridere, tanto da farmi voltare. Solo in quel momento mi accorgo di aver appena insultato un ragazzo bellissimo con degli occhi dolcissimi. "Ciao Damian, e scusami tanto per prima ma questo è il lunedì più lunedì di tutti per me, il mio nome è Alice Evans, ed il piacere è mio." "Beh Alice allora come ti trovi qui?" ,chiede poi Damian. Purtroppo non ho potuto rispondere poiché in quel momento ha fatto ingresso il professore, e con lui nella stanza è piombato il silenzio. "Buongiorno ragazzi e benvenuti, io sarò il vostro nuovo professore di matematica."  Al termine della frase entra Wyatt con il fiatone e con i capelli scompigliati come se ogni suo ciuffo fosse autonomo. "E lei chi è?!" ,dice il professore a Wyatt prima questo che potesse rivolgermi un'occhiataccia. "Io sono Wyatt Miller professore, mi scusi tanto per il ritardo." Dice serio. "Signorino Miller non le dico nulla solo perché è il primo giorno, veda di non farmene pentire, si accomodi." ,risponde il professore. Wyatt annuisce cercando dove sedersi, passa accanto a Damian guardandolo storto, come se lui gli avesse rubato il posto. Alla fine trova un banco proprio dietro di me. La lezione di matematica passa in fretta e non è stata neanche eccessivamente pesante.  All'uscita del professore mi sento chiamare: "Ehi Evans ma che diavolo hai in testa?!" E' Wyatt, ed è anche molto arrabbiato. "Cosa c'è?" ,dico interrogativa voltandomi, con Damian che si gusta la scena. "E tu che cazzo hai da guardare?" ,dice poi rivolgendosi proprio a Damian, che senza rispondere si gira. "Si può sapere perché non mi hai svegliato questa mattina?" ,dice questa volta rivolgendosi a me. "Non vedo perché avrei dovuto farlo, pensavo non volessi venire a scuola oggi e che per quello non ti fossi svegliato." ,rispondo. "Già Alice certo, non avevo voglia di andare a scuola il primo giorno, che immaginazione! Non era più facile pensare che magari non fossi riuscito a svegliarmi per la stanchezza?!"  Il suo innervosirsi non fa altro che far alterare anche me. "Anche se fosse io non ho mica il dovere di svegliarti! Cosa me ne importa di te?" Okay, forse ho esagerato. Il mio nervosismo sta diventando incontrollabile, non avrei dovuto parlargli così, in fondo non ha tutti i torti, avrei potuto svegliarlo, non mi sarebbe costato nulla. "Vaffanculo Evans." ,dice alzandosi e uscendo. Provo ad andargli dietro, ma quando mi affaccio alla porta è già sparito. Rassegnandomi prendo le mie cose e mi precipito nell'altra classe dove ho lezione. Lui non c'è. Passano due ore, che nella mia testa trascorrono tra Luke, Ashley e adesso anche Wyatt. Quando al suono della campanella vedo studenti come pecore correre in un'unica direzione, mi unisco alla massa, e mi ritrovo in mensa. Non ho il coraggio di sedermi accanto a Luke, che è il primo che ho visto quando sono entrata, perciò prendo posto da sola in una panca in un angolo. Di Wyatt neanche l'ombra. Sono di nuovo sola, senza nessuno, non ci sono i miei amici, ne la mia "famiglia" e nemmeno Luke. Nessuno. Questo pensiero non fa altro che rattristarmi. Comincio a mangiare un tramezzino che avevo nello zaino, ma al terzo morso, perdo l'appetito e decido di lasciarlo. Decido di fare un giro in cortile negli ultimi cinque minuti di pausa, da sola ovviamente. Prendo posto sotto un grande albero, sedendomi su un muretto. Poi mi viene la brillante idea di accendermi una sigaretta, fa freddissimo qui uori, ma è proprio quel che ci vuole. Tiro dopo tiro la termino giusto in tempo per rientrare. Trovo la mia classe e anche in questa non c'è Wyatt. Trascorro le altre ore e poi torno in stanza. Con mia grande sorpresa, strada facendo vedo Wyatt strusciarsi con una ragazza dai lunghi capelli rossi, vicino la porta del dormitorio. Non credo però che lui abbia visto me. Credo di aver capito che l'unica single sfigata sono io, avrei dovuto rimediare. Prima o poi. Ancor più afflitta e sola, torno in camera, e non avendo nulla da fare, mi metto a leggere, come al solito.  Stranamente non ci riesco, non mi è mai successo. Evidentemente la mia mente è troppo piena per accogliere altri pensieri, opto perciò per un'altra sigaretta. Torno dentro, e non so perché la stanza mi sembra più grande, o forse semplicemente più vuota... Per scacciare i pensieri mi dedico ai compiti, che anche se non sono per il giorno successivo, sono la mia unica distrazione. Ci impiego molto tempo, la matematica soprattutto non è il mio forte, perciò impiego molto tempo per svolgerla. Finiti i compiti sono le sette di sera, decido di farmi una bella doccia per rilassarmi. La noia mi sta divorando, Wyatt non è ancora tornato, ma io ho intenzione di aspettarlo, voglio chiarire con lui e chiedergli scusa per il mio comportamento. Nell'attesa del suo ritorno comincio a guardare un film davvero deprimente, purtroppo in tv non c'è altro. Passano due ore e mezza dall'inizio del film, e del ragazzo del mojito, ancora nessuna traccia. Prendo il telefono sperando che qualcuno mi abbia cercato, ma non ho nessun messaggio e nessuna chiamata. Intravedo però una notifica di f*******:. Anche se probabilmente si tratta di una richiesta per quegli stupidi giochi, decido di controllare ugualmente, almeno per perdere tempo. Sorrido allo schermo quando vedo che si tratta di una richiesta d'amicizia di un certo Damian Williams. Realizzo dopo che si tratta dello stesso ragazzo di questa mattina, e subito accetto la richiesta. Continuo poi a fare zapping in tv nella speranza di trovare qualcosa di interessante, ma niente da fare. Decido di andare a fumare una sigaretta, un'altra. Dio non mi sono mai annoiata così tanto. Torno dentro e continuo a guardare il televisore.  ** Apro gli occhi, sono le tre del mattino, devo essermi addormentata prima. E' istintivo guardare nel letto affianco al mio, che sorprendentemente trovo vuoto. Possibile che Wyatt non sia ancora tornato? Comincio a preoccuparmi, avrei voluto contattarlo ma non ho neanche il suo numero. E adesso? Pensandoci su, mi sdraio di nuovo sul letto, e senza accorgermene mi riaddormento.
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