"I can't fell my face, when I'm with you,
but I love it."
-The Weeknd.
Apro di nuovo gli occhi, e istintivamente punto di nuovo il letto accanto al mio, sorprendendomi questa volta nel vederci Wyatt. E' tornato, non so a che ora, ma è tornato, ed è questo l'importante. Ero così preoccupata ieri al pensiero che potesse essergli successo qualcosa e che io non avessi potuto fare nulla per aiutarlo, ma adesso vederlo a due metri da me mi tranquillizza, sta bene. Pian piano mi alzo dal letto, e prendendo tutto il necessario, vado a farmi una doccia rilassante, è proprio un ottimo modo per cominciare la giornata. Mentre l'acqua scorre lungo il mio corpo nudo, comincio seriamente a svegliarmi e mi ricordo che questa volta è il caso di svegliare anche Wyatt. Dopo tutto quello che è successo ieri, non avendo avuto l'opportunità di chiedergli scusa, il minimo che posso fare è dimostrargli di aver capito di aver sbagliato. Esco dalla doccia, indosso l'accappatoio e vado verso di lui. Prima l'avessi svegliato meglio sarebbe stato, non sapevo quanto tempo potesse occorrergli per prepararsi.
"Wyatt è ora di alzarsi." ,gli sussurro nel modo più dolce e silenzioso possibile, sedendomi accanto a lui. Risponde con dei versi incomprensibili, perciò decido di insistere, mi avvicino al suo orecchio e sussurro ancora: "Wyatt dobbiamo andare a scuola."
Questa vola non emette un rumore, ma appena finisco la frase, lo vedo sorridere con gli occhi ancora chiusi, poi mi prende per il braccio e tirandomi mi mette a cavalcioni su di lui.
"Allora è servito a qualcosa arrabbiarsi ieri..." ,dice con voce profonda, aprendo piano gli occhi e mettendosi seduto in modo da avvicinare pericolosamente i nostri volti.
Quella distanza così minima mi impedisce di rispondere, o di fare qualsiasi altra cosa, sono come paralizzata dal suo tocco.
"A quanto vedo hai anche seguito il mio consiglio." ,dice poi fissando il mio accappatoio che minaccia di aprirsi. Cazzo che idiota, avrei dovuto pensarci, dico tra me e me, ricordando gli apprezzamenti che aveva già fatto su questo accappatoio.
"Wyatt io ho semplicemente pensato di svegliarti perché non volevo facessi di nuovo tardi a scuola." ,farfuglio.
"Apprezzo, ma la prossima volta non venirmi a svegliare con solo questo addosso, altrimenti credo proprio che nessuno dei due andrà a scuola." ,dice chiudendo l'apertura dell'accappatoio sul mio petto.
"Ehm...dove sei stato ieri sera?" ,chiedo cercando di cambiare argomento e cominciando ad alzarmi.
"Sono stato con una amica, perché vuoi saperlo mamma?" dice con un tono sarcastico evidenziando troppo la parola amica.
"Solo perché ero in pensiero, ma se eri con la rossa, okay."
Un attimo di silenzio. Ne approfitto per cominciare a vestirmi.
"Un momento, come fai a sapere che era rossa?" ,chiede poi socchiudendo gli occhi e fissandomi. Sono pronta, così afferro lo zaino e uscendo dico: "Ti tengo d'occhio Miller."
Ancora una volta sono fiera di me stessa, averlo lasciato con l'amaro in bocca è la mia soddisfazione.
Uscendo incontro Ashley, che si chiude la porta alle spalle silenziosamente, guardandosi intorno come se stesse cercando di non essere vista. Ringrazio che Luke non sia con lei, ma allo stesso tempo la cosa mi insospettisce.
"Ashley" ,urlo di proposito, e la vedo storcere il naso.
"Oh ciao Alice." ,dice con un tono decisamente più basso del mio, accennando ad un sorriso fintissimo.
"Come mai a quest'ora già in giro? E poi dov'è Luke?" ,chiedo per metterla in difficoltà. Sta nascondendo qualcosa.
"Uh quante domande, ma dove siamo in un commissariato? E comunque Luke dorme ancora, e poi se vuoi sapere cosa faccio in giro a quest'ora, sappi che potrei farti la stessa domanda." ,risponde visibilmente irritata.
"Beh a dire il vero io esco sempre un po' prima per fumarmi una sigaretta in cortile prima di entrare, ma che io sappia tu non fumi, ergo ho chiesto."
"N-no io non fumo, m-ma mi p-piace... fare una passeggiata la mattina presto, si." ,dice balbettando e poco convinta di ciò che ha appena detto.
"Ah okay, a dopo allora e buona passeggiata." ,dico e dopo che annuisce esco nel cortile.
Mi accendo la mia amata Marlboro, e mi limito a godere del meraviglioso silenzio e dello splendido paesaggio che prende sempre di più sembianze invernali. Getto il mozzicone in un bidone vicino, e vado in classe. Prendo posto nello stesso banco di ieri, ormai è diventato ufficialmente mio, e dopo dieci minuti vedo arrivare Damian che correndo prende posto affianco a me. Sembra quasi che temesse che qualcuno potesse rubarglielo.
Pochi minuti dopo, fa ingresso Wyatt con tutta la sua bellezza, e punta nella mia direzione.
"Alza il culo Williams quello è il mio posto." Dice serissimo a Damian.
"Veramente fino a ieri ci ero seduto io." ,dice Damian con aria di sfida.
"Esatto, fino a ieri. Da oggi mi siederò io qui, niente obbiezioni."
Damian si limita ad alzarsi, per poi girarsi dicendomi: "Alice sediamoci qui dietro."
"Tu non osare muoverti." Risponde Wyatt, tenendomi stretto il polso.
Guardo Damian incapace di giustificarmi, e per mia fortuna in quel momento fa ingresso la professoressa, che ringrazio mentalmente per avermi salvato da quella situazione.
Tutti le dicono: "Buongiorno professoressa." , alzandosi e poi risiedendosi.
A quel punto chiedo a Wyatt: "Si può sapere perché tante storie per sederti accanto a me? Non sarai mica geloso?"
POV. WYATT.
"Si può sapere perché tante storie per sederti accanto a me? Non sarai mica geloso?"
Sapevo che avrebbe avuto da ridire qualcosa sul mio comportamento, è sempre così.
"Hai detto che mi tieni d'occhio no? Beh farlo da questa distanza ti sarà più facile, quindi ringraziami." ,dico, sperando che non si accorga che non ho risposto alla sua seconda domanda. La verità è che quando sono entrato, vedere quell'individuo sedere accanto a lei, mi ha dato un fastidio assurdo, e non so perché. Cacciarlo per me è stato istintivo. Devo averla, deve far parte anche lei della mia lunga lista, e fino a quando non l'avessi prima avuta io, non avrebbe dovuto averla nessun altro. Specie quel verme di Williams.
Devo averla, ormai è diventata una sfida, ne sento il bisogno fisico, ma prima di farlo devo fare in modo che anche lei mi desideri almeno quanto la desideri io. Devo resistere. Lei comunque sbuffa solamente alla mia risposta, continuando a seguire la lezione, cosa che io non sarei mai riuscito a fare con lei accanto.
E' riuscita a distrarmi, a liberarmi da tutti quei problemi che mi facevo per Ashley.
Ormai sono arrivato quasi ad odiarla, e odiare l'unica persona che credi di aver amato non penso sia facile. Per colpa sua, sono diventato questo, un mostro senza sentimenti se non per lei. Il bello è che lei è pienamente consapevole di ciò che provo nei suoi confronti, ma se ne è sempre sbattuta, passando da un ragazzo all'altro, pretendendo da me che fossi il suo migliore amico, il suo confessore e spesso il suo giocattolo. In fin dei conti quel tipo di rapporto mi andava anche bene, perché almeno avevo la certezza di essere la persona più importante per lei, visto che i suoi ragazzi non contavano nulla, ma adesso tutto è cambiato. Quel Luke sembra essere diverso per lei, o per lo meno più importante degli altri, e di me. Nonostante questo non credo che riuscirà a cambiare Ashley, lei non è ancora pronta per una relazione o per qualsiasi cosa che ci assomigli, a lei piace tenere il gioco con chi vuole, fino a quando vuole. E un po' è anche quello che ha fatto con me, per questo non potrò perdonarla. Ho sprecato anni della mia vita a starle dietro, per essere scaricato a Londra per un tizio che conosceva da soli due giorni, ma che coglione che sono stato. Proprio per questo adesso avrei recuperato il tempo perduto facendo esattamente quello che faceva lei, ovvero solo sesso, senza sentimenti o altro, puro piacere. Immerso nei miei pensieri non mi accorgo che trascorrono tre ore, cosa che capisco quando vedo Alice alzarsi e andare verso Damian. Oh cara non provarci neanche, tu verrai con me.
"Alice dove pensi di andare?!" ,chiedo con forse un po' di rabbia in più di quanta occorresse.
"Da Damian, volevo chiedergli di fare un giro, ma a te cosa importa?"
Spero stia scherzando e che lo faccia solo per provocarmi, perché non può essere attratta da uno come Damian e non da uno come me.
"E invece no, tu verrai con me, andiamo a fumarci una sigaretta ti va?" ,chiedo consapevole di averla colpita al punto giusto, l'ho vista fumare e so quanto ami farlo nel cortile.
"Ehm d'accordo, ci sto."
Ci dirigiamo in cortile, e mentre percorriamo il corridoio, non posso fare a meno di notare gli occhi di molti ragazzi, fissare Alice come fosse una gazzella che attraversa un branco di leoni, cioè come una deliziosa preda. Mi dispiace cari, ma questa è la mia preda, e non la condividerò con nessuno, a voi solo gli avanzi, il primo sarò io.
Arrivati in cortile prendiamo posto sotto un albero, lei lo ha deciso, ed entrambi accendiamo le nostre sigarette. Lei Marlboro Gold, io Rosse.
Vedendola fumare, invidio quella sigaretta per essere in continuo contatto con le sue labbra. Dio le sue labbra, muoio dalla voglia di averle, e questa voglia mi sta facendo impazzire, così provo ad approcciare nell'unico modo che ho, ovvero quello che uso con tutte.
"Allora Alice, quando cederai? Voglio dire, hai già battuto i record, nessuna è riuscita a resistermi per tanto, quindi non vedo perché continuare."
Al termine della mia frase, scoppia a ridere fragorosamente, quasi come se ciò che avessi appena detto fosse una barzelletta. Nonostante la cosa mi urta, la sua risata è così splendid...ehm contagiosa, che non posso fare a meno di ridere anche io.
"Che hai da ridere? Ero serio." ,chiedo quando lei ha finito di ridere, ed entrambi siamo rimasti con un sorriso da ebeti sul viso.
"Tu credi veramente che io sia attratta da te?"
Quelle parole non so perché mi hanno fatto male, un dolore insopportabile. Sta mentendo è ovvio, lei non può non volermi, chi non vorrebbe uno come me? Parlo almeno per un discorso fisico, perché dal punto di vista caratteriale, so di non essere l'ideale.
"Oh andiamo Alice con me non serve fingere, sento che quando mi avvicino a te, il tuo corpo va in tilt, e non sei più in grado di formulare una frase di senso compiuto, ho visto che sta mattina quando ho allontanato Williams la cosa non sembrava dispiacerti più di tanto, e non serve che dica altro, perché avrai un'altra reazione del genere proprio adesso."
POV. ALICE.
Ha perfettamente ragione, neanche una parola, neanche una è sbagliata. Io sono fisicamente attratta da lui, ma il mio cuore appartiene ancora a Luke nonostante tutto quello che mi ha fatto. Forse sto dando un'idea sbagliata a Wyatt di me, oppure è lui a vedere una me che nemmeno io sapevo di essere. Ad ogni modo non posso lasciare che abbia questo effetto su di me, non adesso almeno.
"Mi piace un altro."
Il tempo sembra bloccarsi per un secondo, e negli occhi del ragazzo che ho difronte vedo accendersi un fuoco che lui stesso cerca di domare, inutilmente. Forse pensa si tratti di Damian ecco perché sembra così infastidito dalla cosa. I due da quanto ho capito si odiano. Abbassa visibilmente lo sguardo, e tirando quella povera sigaretta, dice: "Anche a me piace un'altra. Non per questo mi faccio problemi."
Quelle parole mandano a puttane tutte le mie teorie. Sento il bisogno di sapere chi sia colei, la rossa forse? Chi può dirlo Wyatt ci prova con tutte persino con me, come posso capire di chi stia parlando.
"Allora se ti piace un'altra, cosa vuoi da me? Va' dalla rossa e scopatela." ,giuro, non volevo dire l'ultima frase, mi è sfuggita dannazione.
"Prima di tutto nessuno dice che io stia parlando della rossa, che era solo la mia ragazza per ieri, di cui non mi interessa più niente, come di quella del giorno prima e di quella del giorno prima ancora. Secondo, se sono qui forse è perché voglio scoparmi te, non credi?" ,dice avvicinandosi. Avvicinandosi abbastanza da permettermi di dargli uno schiaffo.
"Quindi è questo che vuoi da me? Che io sia solo la tua ragazza di oggi, per poi fare la fine delle altre? Puoi sognartelo Miller, non sarò mai una delle tue puttanelle."
Non sono per niente sicura di ciò che ho detto, provocandomi ancora in quel modo non so per quanto avrei resistito, non ho mai detto di essere una santa io, solo che ho comunque la mia dignità, e magari in quel modo avrei messo in chiaro le cose, allontanandolo da me.
"Vedremo allora per quanto ancora resisterai a te stessa."
Infatti Wyatt vorrei vederlo anche io, perché non credo che ci riesca ancora per molto.
L'intensità dei nostri sguardi è interrotta dalla campanella che indica la fine della ricreazione. Torniamo in classe senza proferire parola. Le restanti due ore passano abbastanza in fretta, e quando è ora di uscire capisco che la parte più difficile della giornata è arrivata: stare in stanza con Wyatt.
Arrivo prima io in stanza, e approfitto della sua assenza per cambiarmi, indossando un comodo leggins e una felpa, per poi cominciare a fare i compiti. Entra poco dopo senza dire nulla, e senza preoccuparsi della mia presenza si cambia davanti a me, e sono certa che lo stia facendo di proposito. Infatti riesce nel suo scopo, perché alla visione di quel corpo seminudo, dei brividi percorrono la mia schiena, procurandomi ancora una volta quella sensazione di paralisi. Cerco di non farglielo notare, anche se indubbiamente lui se ne è accorto, indossa in fine una tuta larga e una felpa. Anche lui comincia a fare i compiti subito dopo. In camera abbiamo una sola scrivania, abbastanza ampia per entrambi, il problema è però che ciò implica stare seduti l'uno di fronte all'altro. La tensione nella stanza è palpabile. Non riesco più ad averlo davanti, mi attrae troppo. Per evitare di saltargli addosso mi alzo di scatto e esco di fuori a fumare. Probabilmente quella è stata la sigaretta che mi ha saziato di più in vita mia, la succhio con la stessa forza con cui succhierei le labbra di Wyatt. Ad un certo punto rabbrividisco. Non per il freddo, ma per il rumore della porta, che mi indica che Wyatt è uscito fuori, anche lui sicuramente per fumare. Non appena mi volto per accettarmene, me lo ritrovo a soli due centimetri di distanza, e mi bastano due secondi per percepire ancora una volta la sensazione di paralisi.
POV. WYATT.
Mi ha preceduto di un attimo, volevo uscire io dannazione. Non riesco più a rimanere immobile con lei davanti, è come essere in gabbia. Averla davanti e non potere fare nulla. Nonostante fosse uscita prima lei, decido di seguirla, una Marlboro è quello che serve in questi casi. Non appena spalanco la porta del balcone, me la ritrovo vicina. Troppo vicina. Dio solo sa cosa le farei in questo momento. E' così frustrante averla così vicina e non potere neanche toccarla. Perché lei non prova lo stesso? O per lo meno perché dice di non provarlo? Questa situazione mi sta torturando. Ho sempre avuto tutto ciò che volevo e in fretta, nessuno mi aveva mai detto di no. Neanche Ashley. Certo, io da lei pretendevo di più di semplice sesso che lei all'inizio ha saputo darmi, ma almeno non mi ha mai respinto. Perché Alice lo fa? Mi ricordo poi di avercela ancora davanti, e così goffamente le dico: "Permesso." ,facendomi largo nel piccolo balcone, cercando di starle più lontano possibile.
Siamo di nuovo uno difronte all'altro e i nostri occhi sono incollati ciascuno sul corpo dell'altro. Il desiderio che abbiamo l'uno per l'altra è sempre più bisognoso di essere saziato, abbiamo fame io di lei e lei di me. Lei finisce la sigaretta prima di me e rientra, continuando a fare i compiti. Rientro poco dopo e decido di fare lo stesso. La situazione non sembra migliorare.
**
Due ore dopo lei ha finito, e sta ,come al solito, leggendo il suo dannato libro. Dico dannato perché lo invidio, vorrei ricevere io tutte le attenzioni che lei ha per quell'ammasso di fogli. Io intanto non ho ancora finito, continuo cercando di non distrarmi, ciò che sto facendo richiede il massimo della concentrazione. Dopo mezz'ora circa termino anche io. Sono davvero esausto, nonostante questo, decido che è il caso di uscire, è ancora presto per andare a dormire, e io non avrei resistito ancora per molto in quella stanza. Impugno il cellulare convinto, con gli occhi addosso di Alice che crede che non me ne accorga. Ho bisogno di distrazioni, il mio desiderio è insaziabile si, ma può essere messo a tacere con altro per il momento. In quel momento mi sembra quasi la stessa situazione che c'era con Ashley, dal momento che non potevo avere lei, mi accontentavo di tutte le altre. Poi però torno in me; con Alice si tratta di un desiderio carnale, invece Ashley per me era ben altro. Io credo di amarla ancora, nonostante tutto quello che mi ha fatto. Ad ogni modo contatto una ragazza che mi ha lasciato il suo numero ieri, che si fotta la rossa, mi ha già stufato, volevo qualcosa di nuovo, e quella dell'altro giorno per me lo è. La chiamo e decidiamo dove incontrarci, il tutto sotto le occhiatacce di Alice. Mi cambio di fretta, devo uscire da lì, e quando sono ormai sulla porta mi sento chiamare.
"Wyatt."
"Dimmi."
"Dove stai andando?"
"Non ti riguarda. A dopo." ,dico chiudendomi la porta dietro senza neanche darle il tempo di replicare.
POV. ALICE.
Deve essere lei la ragazza che gli piace, quella con cui ha parlato al telefono. Oppure sarà semplicemente una delle tante che si scopa per divertimento. Io non sarò mai una di loro, nonostante il mio desiderio di averlo è ormai immenso, si tratta solo di qualcosa di fisico. Deve essere così, io amo Luke, ne sono convinta. Pensare che siamo passati dal vederci ogni giorno, a non incontrarci neanche una volta in due passati qui a Londra, nonostante si trovi nella stanza difronte alla mia, mi tormenta. Avrei dovuto parlargli, sia di me e di noi, che dei sospetti che avevo di Ashley. Chissà tra loro come va... se stanno insieme, se sono solo amici, scopamici, o Dio sa cosa. Mi manca fare colazione con lui, parlarci o comunque passarci la maggior parte del mio tempo. Forse ero stata un po' egoista perché lo volevo solo per me, ma infondo se Ashley è ciò che vuole, chi sono io per impedirgli di starci insieme? Nessuno, esatto, è questa la risposta. Io non sono nessuno, ne per me, ne per Ashley, ne per Wyatt, ne per la mia famiglia, ne per le mie amiche che non si sono neanche fatte sentire, e da poco sono diventata nessuno anche per Luke. L'unico per cui forse contavo qualcosa era Damian. Con lui mi trovo abbastanza bene, è simpatico e gentile, forse avrei dovuto passare più tempo con lui. Sarà fatto, anzi lo farò adesso. Impugno il cellulare, con la stessa decisione con cui lo ha fatto Wyatt poco fa, e scrivo un messaggio a Damian: "Hey."
Non mi pento affatto di quel gesto, anzi sono quasi compiaciuta del mio coraggio. La Alice di Detroit non avrebbe mai scritto ad un ragazzo se non a Luke. Londra mi sta cambiando, in meglio, sento finalmente di stare per diventare la persona che ho sempre voluto essere.
"Hey, wow che onore, sono stato contattato da Alice Evans, sto per svenire."
Rido di gusto a quelle parole, immaginando dove vuole andare a parare.
"Come mai lo consideri un onore?"
"Beh diciamo che forse la battuta della caduta dal cielo ha fatto più colpo di quanto pensassi, vuol dire che funziona."
Lui è così divertente, lo è sempre.
"Chi lo sa, può darsi...vieni domani a scuola?"
"Certo, tu?"
"Certo"
"Okay, ehm Alice mi chiedevo se tu... domani sera fossi libera."
"Mm credo di si, perché?"
"Beh c'è una festa in un pub in centro, e ho sentito che parteciperanno tantissimi ragazzi del college, e mi chiedevo se tu volessi andarci con me."
Oh Damian vorrei che tu sapessi che le feste non sono proprio l'ideale per me, basta pensare all'ultima a cui ho partecipato che mi ha praticamente cambiato la vita, ovviamente mi riferisco all'incontro di Luke e Ashley non al mio e di Wyatt. Che sia chiaro.
"Non so, non amo particolarmente le feste, ma ci penserò, promesso."
"Okay, sarei felice di andarci con te, aspetto la tua risposta, adesso però scusami tanto ma ho da fare, messaggerei con te per ore, ma devo proprio andare."
"Oh non preoccuparti anche io ho da fare." ,mento.
"A domani allora. :)"
"A domani. :)"
Continuo poi a leggere per ore, sono certa che il libro di questo passo finirà prima del previsto. Appena sento il rumore delle chiavi nella serratura, chiudo il libro e fingo di dormire, Vedere Wyatt è l'ultima cosa di cui ho bisogno in questo momento. Credo.