VIII-2

1938 Parole

A Marianna sembrava di esser sepolta anche lei sotto la neve e dover stare ferma, tacita, come il seme che ancora non germoglia. Così passava i suoi giorni rannicchiata accanto al focolare, con le mani giunte davanti al viso: pareva adorasse il fuoco. A volte le giungevano suoni e gridi lontani; ricordava allora che era carnevale, ma quelle voci quei gridi, più che segni di gioia le sembravano urli tragici di gente che soffriva. Anche lei avrebbe voluto gridare così, e non poteva. Eppure, ogni mattina, svegliandosi nella sua camera fredda, sbiancata dal riflesso della neve e del cielo nuvoloso, pensava: — Forse oggi verrà, — e d'un tratto il giorno tetro le si apriva davanti come una conchiglia scabra con dentro la perla della speranza. Ma le ore passavano invano e al cadere della notte

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