La prima congiura contro Commodo Era una notte buia senza plenilunio, un drappello di pretoriani scortava Commodo, di rientro da un’orgia in una casa patrizia. Il giovane debosciato ancora pensava alle libagioni e alle sregolatezze di quel festino. Solo le torce rischiaravano di luce rossastra il suo cammino verso il palazzo imperiale. Giunto sotto un portico di un anfiteatro poco rischiarato, tra le altre fugaci figure, apparentemente minacciose della notte, scorse un’ombra che minacciosa lo era sul serio. Il pretoriano che gli era più vicino, sguainando la spada, urlò: “Chi va là?”. Una sagoma nera si lanciò contro l’imperatore, brandendo un affilatissimo pugnale e gridando: “Commodo! Il Senato ti manda questo”. Stava per vibrare il colpo sull’augusta figura, impietrita dalla sorpresa

