Le angosce della congiura Non era, tuttavia, affatto tranquillo ed in pace con se stesso. Tornato nella sua casa di Roma, dopo l’incontro con il generale, il cui volto (barba e baffi curati, chiome ben trattenute), gli ricordavano i tratti asciutti di Marco Aurelio, si mise a riflettere. Certo, assomigliava a Marco, aveva fascino virile, autorità, ma qualcosa del condottiero della Pannonia non lo convinceva. Per nulla, o abbastanza poco. Ma non vi erano alternative. Ormai la decisione era stata presa con i senatori, con la stessa concubina di Commodo. Per non parlare di Severo che, a questo punto, avrebbe pensato ad un trabocchetto ai suoi danni, ad una finta congiura per scoprire le reali intenzioni e denunciarlo al tiranno. E che dire del coinvolgimento del prefetto dei pretoriani? “Il

