«Altolà, Em, dove pensi di andare così di fretta?» Collin, troppo vicino, mi alitava esplosioni alcoliche in faccia. Le luci in corridoio erano spente, e non riuscivo a vederlo bene, ma lo avrei riconosciuto ovunque. Non era così alto, un metro e ottanta circa, ma compensava in massa muscolare, che non poteva sfuggirmi, vicino come era a me. Sarei voluta scappare, ma era mio amico da anni, e non potevo evitarlo. Sarebbe stato scortese. Brandii il fascicolo. «A portare questo fascicolo di sotto per farlo vedere a Tamara,» dissi. «Be’, io stavo portando questo di sopra,» disse, farfugliando le parole, battendosi il petto, e inclinando la testa all’indietro. La luce del piano inferiore era forte abbastanza da illuminare l’ampio ghigno di Collin. Aveva gli occhi a mezz’asta. «Ti stavo cerca

