Capitolo 22

3200 Parole

VENTI­DUE Quando mi svegliai, avevo il viso immerso nella pelle calda, ma il letto girava troppo in fretta perché potessi goderne. Mormorai «Scusa,» rotolai sul pavimento con un tonfo, poi corsi in bagno. Mi spruzzai acqua fredda sul viso, mi sciacquai la bocca e gemetti. I miei vestiti erano stropicciati ma tutti al loro posto, e sospirai di sollievo. Avevo il vago ricordo di una pomiciata, il che era abbastanza imbarazzante anche senza l’orrore di svegliarmi nuda. Jack era il mio capo, e io ero una donna non ancora divorziata che aveva appena perso un bambino, per amor del cielo. Una donna che non voleva mettersi nella posizione di dover trovare il modo giusto per dire a un uomo che forse non era lei la donna che voleva portare a casa dalla mamma, in quanto un fiasco nello sfornare bam

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