VENTICINQUE Aprii gli occhi, ma non si vedeva nulla. L’odore di polvere mi riempiva il naso. I miei occhi si abituarono al buio, tuttavia riuscivo a vedere a malapena. Ogni cosa sembrava indistinta. Scossi la testa, per cercare di stabilizzare la vista, ma riuscii solo a farmi venire la nausea e a creare immagini residue sfocate di cose che comunque non riuscivo a vedere. Dove mi trovavo? «Signora?» La voce di una bambina, chiara e vicina. Mi voltai verso il suono e vidi un ammasso più scuro vicino a quello che sembrava essere il pavimento. «Sì, ciao.» «Stai bene?» Cercai di allungare la mano verso di lei, ma non potevo muoverle. Tirai più forte e mi resi conto che erano legate insieme con qualcosa di ruvido. «Sto bene, ma non riesco a vedere molto bene. E sono legata.» Chiusi di nu

