XXII

1658 Parole

XXIIMolto tempo è passato. Un anno, ormai. Non sono tornata laggiù. Non ho più riveduto mio figlio. Il presentimento oscuro non falliva. Per quanti mesi ho lottato conservando l’illusione di ottenere mio figlio? I primi giorni mi furono quasi un riposo, sotto la vigilanza silenziosa e trepida di mia sorella: poi, le settimane si susseguirono in uno scambio sempre più violento di lettere tra me e mio marito, tra lui e mio padre, infine tra i nostri avvocati. In colui si palesava crescente la sorpresa per la mia resistenza; s’illudeva che avrei finito per tornare: non aveva egli per ostaggio il figlio? E il bimbo, per mezzo della domestica, mi mandava dei bigliettini ove le sue dita incerte scrivevano parole d’amore e d’angoscia: «.... Vorrei scappare, mamma, ma come fare? Qui mi dicono

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