XAvevo dato l’addio alla vita semplicemente, fermamente, benchè in un’ora di smarrimento; come ubbidendo a un comando venuto da lungi più che alla necessità imperiosa dell’istante. La mia esistenza doveva finire in quel punto: la donna ch’io ero stata fino a quella notte doveva morire. Vi sono periodi che non possono risolversi e che sembra vadano chiusi bruscamente con un pietra sepolcrale. Da quanto tempo la crisi si svolgeva in me a mia insaputa? Il dì in cui un informe essere aveva brutalmente interrotto la fioritura della mia adolescenza, un processo di dissolvimento s’era iniziato in me. Il lavorio delle influenze deleterie mi penetrava lentamente, mi corrompeva il corpo e lo spirito. Nulla era pervenuto alla mia coscienza di questa interiore tragedia, fino alla catastrofe. M’ero se

