«Oh, cazzo!» Dex gettò la testa all’indietro, le labbra dischiuse e le dita che ora afferravano manciate del piumino. «Sì! Oddio, Sloane. Ti prego.» Aprì gli occhi, l’ambra splendente che riempiva l’azzurro. «Sai di cosa ho bisogno.» Era vero. Lo sapeva sempre. Con i gomiti poggiati ai lati della testa del compagno, Sloane si tirò fuori e fece scattare i fianchi con forza. Dex gridò e lo circondò con le braccia, affondandogli la punta degli artigli nella schiena. «Cazzo, sì,» ringhiò lui. Continuò a gettarsi nell’altro ancora e ancora, il letto che si muoveva all’impazzata. Tenendo fermo il marito, gli affondò nel sedere con spinte profonde, forti e rapide. Gocce di sudore gli scendevano lungo un lato del viso mentre Dex annaspava e imprecava, il suono delizioso dei loro corpi che sbatte

