Nello stesso momento due agenti in borghese stavano mostrando i loro tesserini allo splendido Vincenzo che sorbiva un cocktail tutto colorato, seduto con le gambe splendidamente accavallate, in un bar elegante all’ingresso del porticciolo turistico. Con voce neutra i due gli comunicarono la necessità di seguirli. Il divino ebbe un sussulto ed una minuscola goccia dell’intruglio gli cadde sul pantalone di eccellente taglio. Ne parve molto dispiaciuto e prima di alzarsi in piedi lo tamponò con una salvietta di carta. Alle sette e un quarto di quella domenica sera prima del ponte dell’Immacolata, l’avventura della galleria Persefone, con tutti i suoi annessi, era chiusa per sempre, anche se la signora Fumagalli, da poco rientrata, ma già intenta a restaurarsi il trucco per andare al ristoran

