Il crepuscolo addensavasi. Il cielo diventava sempre più cristallino, profondo quanto uno specchio, e la nuvola violetta prendeva un color lividognolo, opaco, lunga e squamata come un enorme pesce di bronzo. Le voci degli animali e delle cose si facevano più intense nel grave silenzio dell’ora; ed a Brontu parve sognare, udendo, in quel luogo ed a quell’ora, la voce di zia Bachisia. – Santu Iuanne Battista meu, – esclamava la voce, rude e dolente nello stesso tempo. – Se non mi sbaglio tu sei Giacobbe Dejas? – Per servirvi, – tonò alquanto meravigliata la voce del servo. – Chi vi ha fatto piovere da queste parti, uccellino di primavera? – Ah! Ah! Finalmente! Dove è Brontu Dejas? Brontu balzò fuori della capanna: gli tremavan le gambe, la testa gli girava, e vide a pena la figura nera d

