Chissà che cosa vedeva il nonno Andrea, che conosceva altre terre e altri mari, negli occhi dei gatti selvatici, nelle piume iridate delle cornacchie, nella pelle argentata delle biscie che si sollevavano incantate dal suo fischio. Forse gli stessi fantastici riflessi che anche lei vedeva negli occhi degli animali, nelle foglie, nelle pietre. Adesso, nel sogno, si spiegava d'un tratto molte cose; lo stesso senso di vertigine, dello spalancarsi e richiudersi rapidissimo di un mondo anteriore, subcosciente, che la vista della nonnina viva le destava, adesso le appariva chiaro: era l'apparizione dello spirito sognatore del nonno, di cui la vecchina ancora innamorata portava l'immagine nella pupilla, e che era anche l'immagine di lei, di Cosima sognatrice. Ma nessuno le aveva mai raccontato c

