Capitolo 7

1603 Parole
Era un giorno come tanti alla centrale di Beacon Hills, il vicesceriffo stava litigando come al solito con la macchina del caffè, come se quell'oggetto potesse cambiare il modo di fare il caffè a suo piacimento, lo sceriffo invece era immerso nelle scartoffie, era periodo di controlli, perciò si assicurava che ogni virgola, punto o lettera, fosse messa al punto giusto, non voleva che alla sua centrale venissero tolti fondi per qualche errore. Stiles aspettava che il suo migliore amico venisse a prenderlo per andare a pranzare insieme, quando sentì la porta aprirsi, scattò in piedi, credendo che fosse lui, invece era Isaac che era passato per parlare con lo sceriffo, osservò annoiato quello che accadeva nell'ufficio del padre, anche se non poteva sentire, si capiva chiaramente che il ragazzo stesse ringraziando il padre per qualche cosa. La porta scricchiolò nuovamente, questa volta era Scott che fece cenno all'amico di andare, quando Stiles lo raggiunse, al suo fianco c'era anche Isaac, che nel frattempo aveva smesso di parlare con lo sceriffo e si era diretto all'uscita. Accadde nuovamente. Nel momento in cui gli occhi di Isaac incrociarono quelli di Scott Gli occhi di Isaac divennero giallo, mentre quelli di Scott brillarono di rosso. Non era stanco. Non aveva passato la notte ad esaminare una scena del crimine. Aveva davvero visto i loro occhi cambiare colore, ma ne era spaventato, gli era sembrato normale, come se non era la prima o la seconda volta che lo vedeva, come se fosse una routine. Scosse la testa per scrollare quella sensazione di dosso e fece cenno al suo migliore amico che era pronto ad andare via. - Hai fatto tutto? - Scott gli aveva poggiato una mano sulla spalla, - Sembri pallido, stai bene? – - Sono solo stanco. – Sorrise sereno al suo migliore amico, ma sapeva che prima o poi sarebbe crollato e gli avrebbe detto tutto quello che gli stava accadendo, però voleva rimandare il più possibile, temeva che l'altro lo avrebbe preso per pazzo. - Andiamo, ho una fame da lupo. Isaac ti unisci a noi? –Il moro gli sorrise dolcemente. - Volentieri. - Rispose il ragazzo un po' imbarazzato, era da tanto che non mangiava fuori con un amico. Per tutta la durata del pranzo, Stiles osservò i due ragazzi interagire fra loro, sembravano due amici che non si vedevano da tempo, ma era sicuro che al liceo loro non si erano mai scambiati più di una parola, da dove arrivava quella confidenza? Una forte emicrania fece piegare il ragazzo dal dolore e per un momento nella sua mente apparve un'immagine di Scott e Isaac che discutevano nei corridoi della scuola, ma la cosa più assurda era Derek che li osservava da lontano, com'era possibile? La fitta aumentò talmente tanto che svenne sotto lo sguardo preoccupato di Scott. Sogno Quando riprese nuovamente coscienza, Stiles si accorse che non era nella realtà, ma nel mondo dei sogni. Era nella villa ed era notte, c'era uno strano silenzio, qualcosa di sinistro aleggiava nell'aria, si sentivano solo i rumori che creava il vento attraverso qualche finestra aperta. Nelle sue ossa sentiva chiaramente che qualcosa di brutto stava per accadere e sapeva anche cosa, quella era la notte in cui la famiglia Hale sarebbe morta nell'incendio. Mentre cercava di raggiungere le scale per scendere, del fumo aveva iniziato a salire, cominciò a tossire e i suoi occhi iniziarono a lacrimare per tutto quel fumo che si stava creando, le urla non tardarono ad arrivare e all'improvviso si ritrovò di fronte a Talia Hale, i suoi occhi erano rossi e il suo volto era deformato, ma non fu quello a spaventarlo, a spaventarlo fu il ringhio di dolore e rabbia che uscì dalla sua gola. La donna corse nella camera della più piccola, quando uscì diede la piccola Cora alla sorella maggiore e le accompagnò fuori, dopo un paio di secondi era nuovamente dentro per cercare di far uscire altre persone che stavano urlando dal seminterrato, anche Stiles provò a scendere, ma una trave cadde sulle scale, impedendogli di raggiungere il piano inferiore. Poteva chiaramente sentire il calore sulla pelle, l'aria farsi sempre più pesante, non riusciva a vedere dove stava andando, a memoria cercò di ritrovare la stanza di Derek, dopo essere entrato andò verso la finestra aperta e si affacciò per cercare di respirare e in quel momento vide il ragazzo che correva verso la sua casa in fiamme, quella notte doveva essere scappato dalla finestra, per questo non era in casa. Provò anche lui a calarsi dalla finestra, ma non fece in tempo che il sogno lo aveva trasportato fuori accanto alla maggiore degli Hale con in braccio la più piccola che piangeva spaventata. Nel frattempo Derek aveva raggiunta le due sorelle e chiedeva cos'era accaduto. Quando vide il ragazzo correre verso la porta in fiamme, corse anche lui per fermarlo, dimenticando che quello era un sogno e che non poteva interagire con quel mondo, visto anche che era un evento del passato. Giunto alla porta il ragazzo tirò un calcio, ma delle fiamme enormi uscirono dalla porta, bruciando il braccio sinistro del giovane che dal dolore fece un enorme balzo indietro, anche il suo volto cambiò, i suoi occhi diventarono di un azzurro freddo. Stava per avvicinarsi a lui Stiles, ma sul suo braccio destro apparve l'impronta di una mano e presto anche lui urlò dal dolore, quella mano lo stava bruciando ma non tramite calore, tramite il gelo. Fine sogno. Quando riaprì gli occhi questa volta, era steso sul suo letto e la casa non stava andando a fuoco, al suo fianco c'era seduto Scott. - Stiles! – Il moro saltò in piedi. – Come ti senti? Stai bene? – Era chiaramente preoccupato. - Cos'è successo? – Provò ad alzarsi ma il braccio destro gli faceva male, perse l'equilibrio e tornò a sdraiarsi. - Fai piano. – Il migliore amico lo aiutò a mettersi seduto. – Non ricordi nulla? Sei svenuto mentre stavamo pranzando, ti sei messo ad urlare all'improvviso e poi sei crollato a terra. – - Mi faceva male la testa. – Portò una mano sulla fronte. - Adesso ti fa ancora male? – Il moro si sedette sul letto. - Sto bene adesso, ho solo la gola secca. – - Scendo a prenderti un bicchiere d'acqua! Non muoverti. – Scott corse fuori la stanza. Non aveva davvero sete, ma non poteva fare quello che doveva fare davanti al suo migliore amico. Si alzò la manica destra e vide qualcosa che lo ghiacciò totalmente, l'impronta di una mano. La stessa che lo aveva ferito nel sogno, provò a toccarla per capire se era reale e appena la sfiorò il dolore si fece sentire subito, ma la cosa più strana era che non era calda, era fredda. Aveva l'impronta di una mano ghiacciata sul suo braccio. Fece appena in tempo a coprirsi che Scott era sulla porta della camera con in mano un bicchiere di acqua. - Bevi lentamente, è fredda – Si sedette sul letto. –Mi dici cosa ti sta succedendo? O vuoi ancora fingere? Sai che stai superando il tuo limite di sopportazione ed io sto esaurendo la mia pazienza. – Si mise comodo sul letto. – Inizia pure. – - Non sto nascondendo nulla, sono solo stressato! I lavori della casa, il trasloco, ho fatto doppi turni per racimolare qualche soldo in più per terminare qualche sistemazione extra che ha richiesto la villa. – Si sentiva male per quello che stava dicendo al suo migliore amico, ma non gli avrebbe raccontato quella storia assurda che stava vivendo, no senza prima delle prove, visto che negli ultimi giorni era stato coinvolto anche lui con il suo colore degli occhi che cambiava. - Vuoi ancora fare finta di nulla? Va bene, ma fino a quel momento io non ti parlerò. – Scott si alzò dal letto con un salto, ma non era arrabbiato, stava solo mettendo in pratica una delle tante tecniche che aveva ideato negli anni, sapeva che Stiles non sarebbe durato a lungo, odiava non parlare con lui. Dopo che Scott aveva lasciato la villa, il ragazzo si rimise sotto le coperte esausto, considerando che tutti i piani della giornata erano saltati, era giusto approfittarne per cercare di riposare il più possibile, anche perché per quel mese aveva già usato tutti i permessi e i giorni di ferie disponibili, era anche questo uno dei motivi per il quale aveva preso qualche turno extra. Era davvero stressato, non aveva mentito del tutto al suo migliore amico, però non poteva raccontargli che da quando si era trasferito aveva iniziato a sognare la famiglia che aveva vissuto lì prima di lui, non poteva raccontargli che vedeva uno spirito di nome Derek Hale e che ci aveva anche parlato una volta, lo avrebbe mandato ad Eichen House. Senza rendersene conto perché perso nei suoi ragionamenti, Stiles si addormentò in un sonno senza sogni. -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Dei poliziotti stavano perlustrando la foresta di Beacon Hills, i cani da ricerca stavano studiando ogni minimo odore che sentivano, ma non trovavano nessuna traccia dell'indizio che gli era stato fornito. - Trovato nulla agente? – - No sceriffo, non c'è nessuna traccia dei ragazzi, i cani non hanno trovato nulla ed iniziano ad essere stanchi. – L'agente era esausto, ormai erano trascorse più di trentasei ore da quando avevano iniziato a cercare i dispersi. - Richiama tutti, per oggi ci fermiamo qui. – Lo sceriffo era abbattuto, ma non poteva spremere così i suoi uomini, avevano tutti bisogno di riposare. Mentre gli agenti tornavano nelle loro auto, una donna osservava tutto dall'oscurità della foresta.
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