12 Mentre percorro la Statale verso Villanova d’Asti mi sento trafiggere dal suo sguardo. Non parla ma percepisco il suo dissenso nei miei confronti. Accendo l’autoradio e faccio finta di niente. Mi immetto sull’autostrada e poi volto il capo. Lo guardo. Ha il broncio e patisce questa situazione. Spengo la radio e lo attacco. «Mi vuoi far sapere cosa ti frulla per la testa, Ale?» Lui quella testa ora la scuote lentamente, da destra a sinistra, come quei vecchi cagnetti in peluche che si usavano negli anni settanta sui pianali delle auto. «Sei cambiato Mauri. Quasi non ti riconosco più. Che ti succede?» esclama a bassa voce. Resto colpito da quelle affermazioni. Muto, a rimuginare sulle singole parole, cercando di assorbirle lentamente sperando facciano meno male. Ma non è così. Il v

