CAPITOLO VENTOTTO Tano si sentiva sempre meglio dopo aver parlato con Cosma. E mentre andava trepidante verso la stanza si Ceres, sapeva già con ogni fibra del suo corpo che la cosa giusta da fare era aprirsi a lei, anche se questo avrebbe significato un rifiuto da parte sua. Attraversò i giardini del palazzo e non appena ebbe fatto il giro del gazebo, vide il re avvicinarsi con i suoi consiglieri. Suo zio era per certo l’uomo più malvagio sulla faccia della terra, pensò Tano, un crudele assassino che avrebbe fatto qualsiasi cosa per mantenere il suo potere sui propri sudditi. Tano deviò dalla sua traiettoria prendendo una direzione diversa, sperando che il re non l’avesse visto. “Buongiorno, Tano,” gridò il sovrano, facendogli segno di avvicinarsi. A Tano si accapponò la pelle, ma si

