CAPITOLO TRENTUNO Stefania sedeva nelle file posteriori nella sala del trono. Si portò il ventaglio alle labbra nascondendo uno sbadiglio: quel noioso concilio di vecchi uomini e donne con il cervello da gallina non la ispirava per niente e pensò addirittura di poter svenire per la noia. Stavano discutendo da ore – con quel tono costante e quasi ipnotico – di come il concilio stesse perdendo denaro, di come la corte fosse trattata miseramente, di come la ribellione, se fosse continuata, sarebbe pesantemente costata all’Impero. E come se quei dignitari non fossero in grado di capire, era già stato detto tre volte che la ribellione aveva oramai prosciugato metà delle risorse del re. E ancora, dopo ore di inutili discorsi e decine di idee insensate, non erano arrivati ad alcuna soluzione. N

