CAPITOLO TRENTAQUATTRO Tano, in piedi alla prua della sua nave, il profumo dell’oceano che gli riempiva le narici, scorse Haylon in lontananza e un immediato senso di pentimento gli sorse nel petto. A ogni respiro che aveva fatto durante quel viaggio, per ogni centimetro di mare che avevano percorso, il pentimento era cresciuto sempre più forte. Ora, con la destinazione visibile davanti a lui, tutto gli divenne trasparentemente chiaro: capì di aver preso la decisione sbagliata non avendo portato Ceres via dal palazzo scappando da suo zio, da tutto ciò che conosceva. E in quel momento il pentimento divenne vergogna. Sì, provava vergogna per aver permesso un’altra volta al re di giocare con lui, questa volta scagliando Ceres e lui l’uno contro l’altro. Le onde si infrangevano contro la na

