CAPITOLO TRENTACINQUE Ceres sedeva nella prigione sul pavimento umido, la schiena appoggiata alla parete fredda, completamente sconfitta mentre un fiume inarrestabile di lacrime le scorreva lungo il viso. Come, come poteva andare avanti? Tano l’aveva lasciata. Nesos era morto. E peggio di tutto, Rexus… Emise un sommesso singhiozzo e inspirò un forzato respiro mentre il ricordo tornava a lei con forza. Rexus, colpito alla schiena, che cadeva via da lei, all’indietro, fuori dalla finestra della torre. Strappato da lei quando erano stati così vicini, così vicini a iniziare una nuova vita insieme. Era stata troppo crudele. Ceres singhiozzò. Non c’era nient’altro da temere adesso. Neanche la sua vita contava più niente. Non sapeva quanto tempo fosse passato quando udì dei passi provenire d
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