CAPITOLO XLII Non aveva risposto nulla, perché le parole di Osmond le avevano posto dinnanzi agli occhi la situazione e lei la considerava assolta. Qualcosa in esse, l’aveva fatta vibrare più profondamente, così che essa temeva di lasciarsi andare a parlare. Quando egli se ne fu andato, Isabel si appoggiò allo schienale della poltrona, chiuse gli occhi per lungo tempo, fino a tarda notte, e rimase così nel salotto silenzioso, immersa nei suoi pensieri. Entrò un servo per occuparsi del fuoco, e lei ordinò di portare nuove candele e poi di andarsene pure a letto. Osmond le aveva detto di pensare alle sue parole, e lei vi pensò, e pensò a molte altre cose ancora. L’osservazione, fattale da un altro, che lei avesse una precisa influenza su Lord Warburton, le aveva dato il sussulto che acco

