Capitolo 12 9 febbraio 2010 Teodora ritenne che le cinque e un quarto fosse un buon momento per svegliarsi. Non esordiva mai urlando come una sirena antiaerea, di solito preferiva un un vagito educato o un gorgheggio e quella mattina non fece eccezione. Sembrava quasi che parlasse tra sé e sé una lingua straniera perché emetteva i suoi versi con una precisione e una competenza che facevano pensare che, almeno lei, sapesse quel che stava dicendo. «Vado io» mormorò Adriano. Gli era rimasta la bocca accanto all’orecchio di Bianca e quel messaggio ci finì dritto dentro. «Aspetta,» disse lei, «a volte parla un po’ da sola, ma poi si riaddormenta.» «Davvero?» «Sì, lo qualche volta lo fa.» Avrebbero potuto districarsi, sgarbugliare le gambe e ridistribuire lo spazio del letto, e invece r

