Capitolo 29

1430 Parole

Capitolo 29 C’erano state diciassette chiamate. Applausi a non finire. Fischi. Roba che neanche allo stadio. La “rosa” si era alzata in piedi urlando “Bravi!” come se non ci fosse un domani e il tizio compito si era spellato le mani. Adriano era rimasto a sedere, spiazzato. Non era mai stato bravo a fare ordine nel cervello, quando poi si apriva la porta di comunicazione con l’anima, non c’era altro da fare che stare a guardare come si mettevano le cose. Era rimasto seduto, impassibile, unico in tutta la sala, a guardare sua moglie che, per mano al gigante sovietico, s’inchinava e veniva bersagliata di rose, fischi, applausi e tributi. Poi il russo sollevò le loro mani unite e strinse a sé Bianca, baciandola sulla bocca. Lì per poco non venne giù il teatro. Adriano si passò un dito n

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