Capitolo 30 Teo gli corse incontro. Bianca gli aveva mandato un SMS dicendogli in quale punto di Regent Park sarebbe stata con la baby sitter, ma non fece in tempo a scorgerla che lei gli stava volando tra le braccia urlando «Daddy! Daddy!» «Papà!» la corresse lui, prendendola in braccio e facendola volare. Era una mattina limpida e la pioggia della sera prima faceva brillare i colori del parco. Sembrava tutto bello e aggiustato, ma non lo era. «Tu sei daddy» gli spiegò Teo. «Io sono papà.» La bambina rise, allacciandosi più stretta a lui. «Londa piace molto.» «A me un po’ meno.» Poco distante, seduta su un plaid a scacchi rossi e blu, c’era una biondina dall’aria attenta. Doveva essere la tata di Teo. «È la tua tata, quella?» domandò Adriano. «Sì, si chiama Peach.» «Pesca?»

