"Non capisco"
"Io posso aiutarti Emma"
Osservo la bellissima ragazza davanti a me che ancora non ha idea di cosa l'aspetta.
"E chi ti dice che ho bisogno di aiuto? Non ci conosciamo neppure,non sai niente di me"
Ha carattere la ragazza! Ma farebbe bene ad abbassare la cresta.
"So più di quello che immagini Emma"
Continuo ad osservarla e noto come lei non abbassi lo sguardo.
Sembra quasi volermi sfidare.
Mi invita ad andare avanti.
"Tu sai chi sono io?"
"No e onestamente non mi interessa"
Oh piccola...presto cambierai idea.
"E fai male, dal momento che sono l'unico che può darti quello che desideri"
"Stai delirando,e io non ho tempo per i tuoi giochetti. Non sono interessata a niente che tu voglia propormi, ho avuto una giornata pesante ed ancora non è finita perciò ti chiederei di andare "
Testarda. Mi piace.
Sempre di più tutto questo.
"Io sono Drew Roman. "
"Roman come l'architetto?"
Vedo che inizi a capire ragazzina.
"Esatto. Sono io. Ma naturalmente non mi occupo solo di questo. Gestisco diverse aziende e i miei affari sono piuttosto vari.
"Ed io cosa c'entro con te?"
Mi guarda incuriosita o forse infastidita.
Non sono ancora riuscito ad inquadrarla del tutto.
"Tempo fa mio nonno mi disse che alla sua dipartita avrei ereditato tutti i suoi affari attualmente gestiti da un suo caro amico. Ebbene mio nonno è morto qualche mese fa. "
"Mi dispiace"
Sono scioccato. Dalla sua ingenuità. È sinceramente dispiaciuta.
"Non devi. Il punto è che quel figlio di buona donna ha inserito una clausola nell'eredità. Una clausola bizzarra e assurda ma che sono costretto ad adempiere se voglio prendere ad occuparmi anche dei suoi affari. Che in tutta onestà mi hanno sempre fatto gola. "
"Continuo a non capire"
Con calma bambina. Ora ci arrivo.
"La clausola prevede che io debba contrarre matrimonio e solo dopo un anno potrò appropriarmi di ciò che mi spetta. "
"Beh tanti auguri. Vuoi che faccia da cameriera al tuo giorno speciale?"
"Oh no tutt'altro. Voglio che sia tu mia moglie."
Silenzio per qualche secondo. Poi la ragazzina di fronte a me si lascia andare ad una risata isterica oserei dire.
"Lo trovi divertente?"
"Oh scusami... Sì è divertente, perché immagino sia uno scherzo tutto questo. "
"Affatto. Mai stato più serio in vita mia."
Il sorriso sparisce dal suo viso. E prende a fissarmi come se davanti si trovasse un mostro a tre teste.
"Cioè fammi capire, tu mi stai dicendo che vuoi che diventi tua moglie, anche se io e te non ci conosciamo affatto, il tutto per la tua eredità? E pensi seriamente che io ti assecondi in questa follia?"
"Ovvio. "
"Tu sei pazzo. Non ci penso minimamente"
"Prevedibile. "
"Come scusa?"
"Dico che voi donne siete prevedibili e tu non fai eccezione. Credi nelle favole e nel principe azzurro ragazzina?"
Il suo sguardo passa da incredulo ad incazzato in un nano secondo.
"Ascoltami bene sottospecie di Ken . Io non ti conosco e tu di certo non conosci me. Non ti permetto di venire qui a casa mia, ad insultarmi come se niente fosse hai capito?Sono stata chiara?"
"Cristallina. Ma adesso vogliamo tornare a parlare di affari? Del tuo orgoglio ferito ne riparliamo dopo magari!"
"Ho già detto di no. Non mi sposo per affari. "
"Tutti hanno un prezzo. Qual è il tuo Emma? In cambio del tuo si, posso offrirti quello che vuoi. "
Sembra pensarci un attimo. E giusto così per velocizzare il tutto esco dalla tasca dei miei pantaloni una foto, e gliela mostro poggiandola sul tavolo.
Rimane scioccata un po' e poi torna con gli occhi su di me.
"Come fai a saperlo? "
"Cinquecento mila euro. "
"Come? "
"In cambio del tuo si, io ti offro cinquecento mila euro. Così potrai salvare tuo padre e la tua casa. Allora che mi dici adesso? "