Capitolo 8: Emma

562 Parole
Non so da quanto tempo sono seduta su questa panchina a fissare il nulla il più assoluto. La gente cammina e corre davanti a me. Ed io sento le loro voci,i loro sorrisi che però mi arrivano ovattati. Sono delusa, e arrabbiata. Più con me stessa credo. Un paio di ore prima.... "Mi dispiace signorina Clarke,ma da quello che vedo è impossibile concederle il prestito che richiesto. Lei non ha referenze ne garanzie da fornire, il suo lavoro non è altamente remunerato e da quello che vedo suo padre risulta già essere un cattivo pagatore" Fisso l'uomo in giacca e cravatta davanti a me. Sembra sicuro, certo che non mi darà ciò che gli ho chiesto. "La prego, faccia uno strappo alla regola. Pagherò. Lavorerò il doppio, cercherò qualcosa che possa pagarmi di più, ma la prego non mi neghi il prestito. " "Mi dispiace davvero. Ma temo di non poter fare altro. " Adesso..... Niente prestito, niente soldi, niente casa, nessun aiuto. Non posso aiutare il mio papà. Non posso salvare l'ultimo pezzo della mia infanzia. Ed io mi sento inutile. Non mi accorgo nemmeno di piangere. Mi alzo dalla panchina dove sono seduta da più di un'ora credo e ritorno a casa. Non c'è niente che io possa fare. Tre fermate di bus dopo,sono davanti casa mia. Inizio a cercare le chiavi, un brivido mi arriva dritto alla schiena. Alzo lo sguardo e noto un uomo davanti casa mia. Non si è ancora accorto della mia presenza. E più mi avvicino più mi sembra familiare. Drew.... È l'uomo del ristorante. Ma che diavolo ci fa lui qui? "Posso aiutarla?"Gli dico Finalmente nota la mia presenza. Sì volta e mi guarda. E cavolo che occhi. E cavolo che fisico. Adesso che è in piedi di fronte a me posso perfettamente notare quanta bellezza si racchiude nel corpo di un solo uomo. Lui. Camicia blu arrotolata sulle braccia,che fasciano il suo fisico alla perfezione, pantaloni chiari e mocassini super costosi ai piedi. Wow "In realtà forse sono io che posso aiutare te, Emma." Vengo risvegliata dai miei pensieri dalla sua voce roca e tremendamente sexy. "Non capisco." Mi avvicino a lui per aprire la porta di casa mia. "Non mi fai entrare?" Dovrei dirgli di no,dal momento che non lo conosco e per quello che ne so potrebbe tranquillamente essere un serial killer,ma c'è qualcosa in quest'uomo che mi attira come una calamita. "Certo, prego accomodati pure..Drew.." Sottolineo il suo nome proprio come lui ha fatto con il mio un'istante fa. "È carino questo posto." Mi sento un po' in imbarazzo adesso. Non mi piace avere gente in casa. L'unica persona che entra qui è Emily. "Grazie, posso offrirti qualcosa da bere? Non ho molto in realtà dal momento che non bevo ma..." "Un caffè andrà benissimo" Detesto essere interrotta, e da quando lo conosco quest'uomo non fa altro. Sì accomoda sulla poltrona al centro della stanza mentre io vado in cucina a preparare il caffè. Pochi minuti dopo siamo uno di fronte all'altro. "Allora, a cosa devo la tua visita Drew?" Interrompo il silenzio imbarazzante che si era creato. O perlomeno era imbarazzante per me, dal momento che lui mi sembra perfettamente a suo agio. Sembra molto sicuro di sé. In ogni momento. "Affari. Sono qui per proporti un'affare. " Lo guardo allucinata. "Non capisco. " "Io posso aiutarti Emma. "
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