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2641 Parole
KIRISHIMA'S POV Sono in ritardo, sono in un ritardo assurdo. Prendo un toast e lo infilo in bocca, chiudo la porta dell'appartamento e corro verso le scale. Riesco ad arrivare in tempo a prendere l'autobus e posso tirare un sospiro di sollievo. Le conseguenze di lavorare in un locale sono la stanchezza e gli orari, andare a dormire alle 4 e svegliarsi alle 9 non è il massimo. Quando ho iniziato l'università e mi sono trasferito da solo nel nuovo appartamento avevo bisogno di un lavoro e l'ho cercato ovunque, l'unico che mi ha dato una possibilità e mi ha insegnato tutto quello che c'è da sapere sui barman è stato Shoto. Mi ha sempre aiutato nel momento del bisogno e non lo considero solo il mio capo ma anche un amico, però molte volte la sua freddezza fa paura. Dentro l'autobus non si respira per il troppo caldo, per fortuna mi mancano pochi esami e dopo ho due mesi per godermi l'estate. Scendo e vedo Denki davanti il portone ad aspettarmi "Sei in ritardo" dice guardandomi male "Veramente? Non lo sapevo" rispondo alzando gli occhi al cielo "Quante volte ti ho detto di lasciare quel lavoro? È due anni che fai sta vita" camminiamo nei corridoi in cerca delle nostre aule "E come le pago le rette dell'università? Con i soldi del monopoli?" "Beh potresti fare finta che siano veri e quando glieli dai poi scap-" "Ma come ti vengono ste pensate?" dico ridendo "Io devo andare di là, ci vediamo a pranzo!" grida prima di entrare in un'aula Denki studia l'elettricità e tutto quello che è inerente alla luce, cose che non capirò mai, mentre io studio arte. Il mio sogno è quello di viaggiare per tutto il mondo per visitare musei, monumenti, conoscere nuove culture e soprattutto far conoscere i miei dipinti. Spero di riuscirci, non voglio rimanere in questa città per sempre. In classe non riesco a stare molto concentrato perché la mia testa ritorna sempre al ragazzo di ieri sera, è come se mi avesse fatto un'incantesimo. Quando mi accorgo di star abbozzando il suo viso nel mio blocco schizzi decido smetterla, devo seguire la lezione "Ehi!!Ma ci sei?" È ora di pranzo e Denki mi sta passando una mano davanti alla faccia, non mi ero neanche accorto che non lo stavo più ascoltando "Mi spieghi cosa hai? Sembri perso nel tuo mondo" mi guarda confuso "Scusami ma non riesco a togliermi una cosa dalla testa" rispondo mentre mordo il mio panino "Eh...? CHE COSA? Mi vuoi fare morire d'ansia?" dice tirandomi una patatina "Ok, ora ti spiego"  Gli racconto tutto quello che è successo e di come io sia rimasto incantato da questo ragazzo "Da come lo hai descritto mi sembra familiare, non ti ha neanche accennato il suo nome?" "No.." dico sospirando "Tu sei una persona molto gentile che fa amicizia anche con i pali, forse il suo comportamento da scorbutico e arrogante ti ha incuriosito molto tanto da portarti a questo. Poi se è l'attrazione fisica che ti comanda..." dice facendomi l'occhiolino e anche male "SMETTILA" gli lancio una patatina e sento nuovamente le guance andare a fuoco, devo smetterla di arrossire sempre "Comunque non ti abbattere, secondo me tornerà al locale" "Ci spero" sussurro Finito di mangiare vado verso la fermata dell'autobus, non ho lezioni pomeridiane quindi posso andare a casa, mentre Denki ha ancora due ore da fare. Mi siedo sulla panchina ad aspettare e metto le cuffie per ascoltare un po' di musica. Guardo la strada osservando le macchine e i passanti, ad un tratto sento un forte rumore che sovrasta quello della canzone nelle mie orecchie, mi giro e vedo un grosso motore sfrecciare di fronte a me. L'unica cosa che riesco a vedere sono due occhi rossi attraverso il casco e il mio cuore perde un battito, era il biondo di ieri? Ormai è troppo lontano per capire se fosse lui, ma quegli occhi non posso scordarli. Arriva l'autobus e salgo andandomi a sedere, possibile che tra tutte le strade della città lui doveva passare propria da questa? Al posto di toglierlo dalla mia testa sembra che lui non voglia uscire Mina è troppo emozionata oggi, saltella da una parte all'altra della sala con la scopa in mano "Ti sei drogata?" le chiedo mentre metto la birra in frigo "Si, di lui" risponde mettendosi una mano sul petto all'altezza del cuore "Potrei vomitare" dico facendo il gesto di mettermi due dita in gola "EIJI! È così dolce, romantico, ma anche possente e determinato, è l'uomo della mia vita" grida per poi mordersi il labbro e fermarsi a guardare un punto a caso "Smettila di fantasticare, lo conosci da quanto? Quattro giorni se non contiamo quelli in cui vi sentivate solo per messaggio?" le chiedo in modo sarcastico "Sei solo invidioso perché nella tua vita hai avuto solo un ragazzo che ti ha distrutto!" dice sbattendo un piede a terra Quelle parole mi arrivano dritto al cuore come la lama di un coltello "Oddio Eiji...scusami io non vol-" viene verso di me preoccupata "No va tutto bene, alla fine dici solo la verità. Solo una volta nella mia vita ho provato il vero amore ed è andato tutto a puttane" abbasso gli occhi e cerco di non farmi trasportare dall'emozioni "Lo sai che non volevo dire quello che ho detto, scusami davvero. Dovrei farti dimenticare quello che è successo, invece faccio il contrario..." mi prende la mano e la unisce alla sua "Non ti preoccupare, il primo io devo riuscire ad andare avanti, diciamo che ci sto riuscendo ma i ricordi affiorano ancora. Forse un giorno riuscirò ad essere spensierato come te e caso mai troverò anche qualcuno che mi ama realmente" dico asciugando una lacrima che mi era scesa lungo la guancia "Ci riuscirai" mi stringe di più la mano e poi mi abbraccia "Cosa sono queste smancerie?" la voce di Dabi ci fa staccare e scoppiamo a ridere "Era solo un semplice abbraccio, sappiamo tutti che a Eiji piace la bana-" "MINA VAI A PULIRE I TAVOLI!" grido così da non farle finire la frase Lei ride di gusto e quasi non le tiro uno sgabello "È successo qualcosa?" mi chiede Dabi sedendosi "No niente, stavamo solo parlando" "Come mai vestito così oggi? Su chi devi fare colpo? Su di me per caso?" mi guarda dalla testa ai piedi sogghignando Prima di venire al locale ho ripensato alle parole di Denki, può essere che il biondo torni, quindi ero indeciso su cosa mettermi. Alla fine ho optato per dei jeans neri molto stretti e una maglietta bianca quasi trasparente e leggermente corta da far vedere la V formata dai miei addominali. Arrossisco mentre mi sistemo il grembiule da mettere attorno alla vita "Mi dispiace ma non è per te" "Ahh questo mi ha fatto male al cuore" dice facendo finta di essere stato colpito "È da quando sei stato assunto, cioè 6 mesi fa che cerco di approcciarmi con te ma tu allontani tutti come se avessimo un virus letale. Quindi non ti sto più dietro piccolo diavolo" lo guardo facendo finta di essere offeso "È vero, su questo ti do ragione. Ma cosa posso farci? Sono fatto così, non credo di essere adatto a creare rapporti con altra gente" alza le mani in segno di arresa "Secondo me invece devi solo trovare qualcuno che ti faccia battere veramente il cuore" mi guarda e scoppia a ridere "Mi metto in posizione che tra un po' apriamo" Non mi ha preso seriamente, come se gli avessi raccontato una barzelletta. Io però credo di avere ragione, ancora non ha trovato nessuno in grado di scombussolare la sua vita quindi deve solo aspettare Sono poggiato con i gomiti sul bancone e mi guardo attorno, è quasi mezzanotte e di lui neanche l'ombra. Gli ho veramente fatto così tanta antipatia? Volevo solo conoscerlo meglio. Sbuffo arrabbiato e nel mentre un ragazzo dai capelli blu elettrici mi guarda sorridendo, si siede sullo sgabello di fronte a me. Lo guardo disgustato, è già molto ubriaco e il suo sguardo non mi piace "Ehi, lo ssai che sei da-vvero bellissimo? Ti guuardo da quando sono arrivato e-" "Togliti da quello sgabello testa blu" Voce roca e sensuale. Non può non essere lui. Mi giro di scatto e lo vedo con le braccia incrociate a fissare male il tizio davanti a me. Ha una canottiera nera da cui si possono vedere i muscoli delle braccia tesi e io sto quasi per svenire "Hai sentito quello che ho detto o devo ripeterlo di nuovo? Vattene" ringhia puntando i suoi occhi rossi su di lui, sento di nuovo i brividi lungo tutto il corpo solo a sentire la sua voce "Broo ci sono mille sedie qua spostati t-" non finisce la frase che il biondo lo spinge con un dito e lui cade a terra "Bene, ora dammi una vodka con ghiaccio" dice sedendosi "Arriva subito" rispondo eccitato È veramente tornato come aveva detto Denki, forse dovrebbe pensare a fare il veggente "Ecco, allora alla fine sei di nuovo qua" dico porgendogli il bicchiere "Mi trovavo nelle vicinanze e sono entrato" mentre lo dice non mi guarda anzi osserva la sala "Non ti credo" dico ridendo "Stai zitto e non cominciare a romperci il cazzo" ringhia per poi bere Si gira a guardarmi e i suoi occhi passano su tutto il mio corpo soffermandosi su quella parte di pelle che la maglietta non copre. Mi sento a disagio e faccio finta di niente continuando a pulire i bicchieri, ma dentro di me sto morendo perché questo gesto mi fa capire che ho fatto centro "Ieri sera te ne sei andato senza neanche dirmi il tuo nome. Io sono Eijirou Kirishima" dico sorridendo "Tanto non me lo ricorderò mai" "Tu vedi di ricordarlo!" dico dandogli un piccolo pugno sul braccio, forse però non dovevo farlo Mi guarda con occhi infuocati, io mi allontano cercando di non ridergli in faccia "Ti faccio così tanto ridere?!" dice guardandomi male "Si, il tuo comportamento mi fa ridere perché ti da fastidio praticamente tutto. Però quando mi soffermo a guardare i tuoi occhi vedo tanta tristezza e cerco di capire cosa possa essere successo per far diventare quel rosso così scuro" i nostri occhi si scontrano e sento lo stomaco contrarsi La sua mano prende di scatto il mio polso e mi tira, mi ritrovo vicinissimo a lui e la paura mi assale ma lo trovo anche così fottutamente attraente "Tu non sai un cazzo di me, non mi conosci, sei solo uno stupido barman che rompe i coglioni, torna a lavorare e smettila di disturbarmi" ringhia sulla mia faccia Mi lascia andare e mi spinge il bicchiere addosso facendomi capire che devo riempirglielo e che è questo il mio lavoro "Volevo solo aiutarti, sai in confronto a te sono gentile, ma tu sei così scorbutico che non lo capisci" Stavo solo provando ad approcciare con lui per conoscerlo meglio ma subito si mette sulla difensiva offendendo gli altri. Neanche Dabi si è mai comportato così, questo ragazzo è arrabbiato con il mondo intero e chissà cosa gli è successo. Lui non risponde ma chiede solo altri drink, finché lo vedo di nuovo cercare qualcuno tra la folla e appena lo trova si alza e se ne va lasciando i soldi sul bancone. E anche sta sera non mi ha detto il suo nome, forse dovrei lasciare perdere? Mi ha fatto capire che non vuole avere niente a che fare con me, ma ora la curiosità è cresciuta ancora di più. Perché si comporta così, perché non vuole parlare con nessuno, cosa fa quando se ne va dal locale? Per non parlare di quanto io mi sia eccitato al tocco della sua mano sul mio polso, questo ragazzo mi attira in un modo assurdo A fine serata Mina se ne va con il suo ragazzo mentre Dabi è dovuto andare via mezz'ora prima quindi mi ritrovo da solo a chiudere il locale. Mi accerto che la porta sia chiusa a chiave e mi giro per andarmene quando sento una voce familiare chiamarmi "Eiji, Eiji!" Scendo le scale e mi fermo sul marciapiede, una macchina si accosta e da lì scende l'unica persona che non volevo più vedere in vita mia. Cerco di andare indietro ma le mie gambe tremano e non riesco a muovermi "Eiji devi ascoltarmi per favore!" si avvicina a me ma per fortuna riesco ad indietreggiare "Hiro cosa ci fai qua? Ti avevo detto che non volevo vederti mai più, giuro che chiamo la polizia" il mio cuore va a mille e comincio a respirare a fatica "Ma lo vuoi capire che non vivo senza di te? Questi mesi sono stati tremendi io non riesco a dimenticarti, ho provato a venire al locale ma ogni volta c'è quel dannato buttafuori, devi perdonarmi ho fatto uno sbaglio che non farò mai più!" si avvicina sempre di più finché vado a sbattere contro il muro "Smettila cazzo o chiamo vero la polizia, devi starmi lontano!" riesco a riprendermi e sto per scappare ma lui mi prende per il polso facendomi male "Eiji devi ascoltarmi!" "LASCIAMI HIRO MI FAI MALE!" grido cercando di staccarmi ma lui stringe la presa "Ti ha detto di lasciarlo" la sua voce ci fa girare tutti e due Lo vedo buttare a terra la sigaretta, alza la testa e guarda Hiro con occhi infuocati "E lui chi è? Il tuo nuovo ragazzo?" risponde il corvino ridendo istericamente "Lascialo" ripete il biondo avvicinandosi a noi "Perché se no che fai? Mi colpisci?" "Oh si, è credimi farà molto male" ringhia mostrando le nocche già rosse, segno che fa a botte molte spesso Vedo Hiro deglutire a vuoto, a differenza del biondo lui è molto più magro e in uno scontro non vincerebbe mai "Eiji non è finita qua lo sai, noi siamo fatti l'uno per l'altra e torneremo sempre sui nostri passi" dice mentre con un mano cerca di accarezzarmi il viso ma io lo spingo via "Vattene, mi fai solo schifo" Sta per controbattere ma si ferma e va verso la macchina. Mentre lo vedo andare via mi tengo al muro per non cadere, le mie gambe stavano per cedere "Vieni con me, ti do un passaggio" il biondo mi fa segno con la testa verso una moto nera, la stessa che ho visto sta mattina "Cosa?" "Non lo ripeto di nuovo" dice camminando verso la moto Ovviamente non posso dire di no, prendo il casco e salgo. Non so dove tenermi se non al suo corpo "Tieniti a me se non vuoi volare via" sogghigna e parte di colpo Le mie braccia si avvolgono attorno al suo busto e sento i suoi addominali, sono in paradiso. Durante il tragitto mi chiede solo la via del mio appartamento, sento l'aria calda arrivarmi in pieno viso visto che va molto veloce. Arrivati davanti al cancello scendo e cerco di togliermi il casco ma sono troppo eccitato e le mie dita non funzionano "Faccio io stupido" dice il biondo avvicinandosi pericolosamente a me Non riesco a non guardarlo, il suo viso è così vicino e osservo ogni minimo particolare. Gli occhi mi cadono sulle sue labbra che sembrano così buone- "Fatto" dice allontanandosi e spero non si sia accorto del mio sguardo Si poggia sulla moto e si accende una sigaretta "Grazie, per tutto. Se non lo avresti fermato tu non so cosa sarebbe successo..." dico sospirando "Sono solo arrivato al momento giusto" "Accetta i miei ringraziamenti e stai zitto" dico alzando gli occhi al cielo "Non sto zitto" ringhia nuovamente facendomi ridere "Buonanotte" sussurro per poi andare verso la porta Infilo le chiavi nella toppa e sto per entrare quando sento una frase che mi fa bloccare e sorridere "Bakugou. Katsuki Bakugou, è il mio nome" 
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