15 Maggio Ti scrivo dal letto. Sono assai malata. Se tu mi vedessi, cara Marianna, come la febbre ha divorato le mie carni! Allorché guardo le mie povere mani pallide e tremanti mi pare di vedervi il sangue circolare nelle vene, tanto sono scarne. Ho un ardore, un bruciore qui, nel petto! Oggi mi sento alquanto meglio ed ho la forza di scriverti. Vorrei ciarlare con te e pensare a quei bei giorni ch'erano pieni di vita e di allegria; ma tutto quello che mi circonda è sì triste, che il mio cuore non ha la forza di sorridere neanche chiudendo gli occhi e sognando il passato. Ho sofferto assai, ma il Signore non mi ha abbandonato. Mi hanno trasportato all'infermeria, e questo è stato un gran dolore. Almeno nella mia celletta ci avevo tante memorie che sebbene dolorose tuttavia mi erano care

