Odioso e fastidioso di mattina presto. Che ore sono? Sarà presto, la sveglia non è ancora suonata, ed è programmata per le otto. Succhio la saliva che sta colando da un lato della bocca e apro un occhio, il sole mi acceca con i suoi luminosi raggi di luce. Uh. Troppo presto, troppo presto. Mi copro gli occhi con un braccio. Dov’è quella maledetta mascherina quando serve? Toc, toc. Ding, dong. Ding. Dong. È strano. Adesso sembra che il bussare e il campanello siano alla porta di casa mia. Rotolo sul fianco, gli occhi si schiudono per fissare la parete bianca e vuota. Ho davvero bisogno di appendere delle stampe, è così banale. Noiosissima. Il telefono vibra. Allungandomi verso il comodino senza dovermici rotolare contro, tasto controvoglia in giro, le dita toccano il cellulare,

