“Mio Dio…” mormora, allibito. “Già. Diceva che io ero la sua figlia preferita e Jenna quella di mia madre. E io non avevo il benché minimo sospetto che la situazione potesse degenerare, anche perché fino a quel giorno lui non si era mai… spinto oltre.” “E dopo?” Ingoio a vuoto, mentre inizio a percepire il solito grumo viscido di vergogna e sofferenza risalire lungo il mio esofago. Non voglio vomitare davanti a lui. Non voglio che veda le conseguenze più spiacevoli di questa faccenda. Ma se vuole stare con me, se davvero tiene a me, ha il diritto di sapere tutto. Solo così potremo avere qualche speranza di costruirci un futuro insieme. “Quella giornata fu perfetta. Un compleanno indimenticabile. Al solito, però, mio padre entrò in camera mia, quando già tutti dormivano. Portò con sé du

