Le due lettere

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Le due lettere Tre o quattro ore di sonno sulla seggiola del suo ufficio, senza neppure spegnere la lampada, gli erano bastate. Alle sette, dalla finestra veniva la luce livida del giorno, e lui si alzò e fece qualche passo per la stanza. Un po' le ossa gli dolevano; ma un bagno caldo lo avrebbe rimesso in equilibrio. Andò ad appoggiare la fronte ai vetri gelidi della finestra e guardò l'alberello scarnito. Occorreva attendere la primavera, per vederlo rimettere le foglie; e la primavera era lontana... Almeno non fosse piovuto tutto il giorno... Tornò al tavolo e afferrò il ricevitore del telefono. Disse al centralino di chiamargli il palazzo Seminari: voleva Cruni. Il maresciallo gli fece il resoconto della notte. Nessuno era uscito dal palazzo, tranne quel giovanotto che aveva vedut

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