XXXI Un pallido sole d’inverno, filtrando attraverso le nebbie della Senna, illuminava sopra le porte della sala da pranzo i cani d’Oudry. La signora Martin aveva alla sua destra il deputato Garain, ex-guardasigilli, già presidente del Consiglio, alla sua sinistra il senatore Loyer. A destra del conte Martin-Bellème, stava Berthier d’Eyzelles. Era un’intima e sobria colazione d’affari. Secondo quanto aveva previsto Montessuy, il gabinetto era caduto quattro giorni prima. Chiamato il mattino stesso all’Eliseo, Garain aveva accettato l’incarico di formare un ministero. Egli preparava a colazione la combinazione che doveva, alla sera, essere sottoposta al Presidente. E mentre facevano dei nomi, Teresa rivedeva dentro di sé le immagini della sua vita intima. Era tornata a Parigi col conte M

