Chapter 37

3479 Parole

XXXII Era un venerdì, all’Opera. Il sipario era calato sul laboratorio di Faust. Dalle profondità agitate dell’orchestra gli occhialetti si puntavano, e gli sguardi, sotto le luci perdute nel vuoto immenso, scrutavano la sala di porpora e d’oro. Gli scrigni cupi dei palchi chiudevano le teste scintillanti e le spalle nude delle donne. L’anfiteatro stendeva la sua lunga curva al disopra della platea, colla sua ghirlanda di diamanti, di fiori, di capigliature, di carni, di veli e di sete. Si riconoscevano nei palchi di proscenio l’ambasciatore d’Austria e la duchessa di Gladwin; nell’anfiteatro, Berta d’Isigny e Jane Tulle, illustratasi, il giorno prima, per il suicidio di un amante; nei palchetti, la signora Bérard de la Malle, cogli occhi bassi e le lunghe ciglia che ombreggiavano le sue

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