I.-2

2003 Parole

– Quando l’hai visto, Cesare? – domandò Anna prendendo il taccuino di seta su cui era ricamato Anna Dias, di traverso, e cercando l’ombrellino. – Non l’ho visto: mi ha mandato questi fiori in camera. – È buono, Cesare – disse Anna, guardandone il ritratto. – Buono – ripetette la sorella, facendo da eco. Se ne andarono nel salone, aspettando Cesare, per uscire. Egli venne con un certo ritardo, infilandosi i guanti, un po’ annoiato di questa uscita in famiglia e per la prima volta alle corse, quando vi era sempre andato da scapolo, sopra lo stage di qualche amico o in phaéton, solo, per poi raggiungere la sua comitiva al Campo. Tutte le rappresentazioni familiari lo seccavano segretamente: e non tanto segretamente, che non trapelasse un po’ del suo malumore. – Ah ecco la leggiadra Miner

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