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522 Parole

31«Rieccoci, Enzo». «Già…», faccio svegliandomi. «Ci hai messo del tempo, a tornare...». «Non ti chiamavo perché…». In un istante mi desto del tutto. «Perché?», chiedo. «…temevo mi avessi rifilato un numero balordo». «Ci diamo entrambi del tu, a quanto sento». «… Ma sì, dai. Quando tornerai a Venezia recupereremo il caro, vecchio lei». «Come preferisci, Egisto. A ogni modo, dovresti sapere che io non sono un vigliacco». «…In che senso?». «“Temevo mi avessi rifilato un numero balordo”. Hai detto così o sbaglio?». «… Scusa se ho pensato male di te. Hai ragione, non dovevo permettermelo. Scusa davvero». «Tu chiedi “scusa” due volte nello stesso periodo? Tu dici a me “hai ragione”?! Ehi… Stai diventando matto?». «A dire il vero, non lo so. Però sono cosciente almeno di un fatto: l

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