32

464 Parole

32Davanti a Felice Fonghèr e al suo sigaro si estende la Laguna addormentata. L’acqua nera, viscida come petrolio, è sovrastata da una rada nebbia spinta dalla brezza. All’orizzonte baluginano le luci di Murano. A est, i lumini di San Michele, isola-cimitero di Venezia. Che panorama… Sembra un quadro… La parola “quadro” fa tornare in mente a Fonghèr l’antica cornice (soàzza, in veneziano) ancora – per tre quarti – in pasto ai tarli. Malignàsso! Go la soàzza da finír! Doman matína telefonarò a Monsignór Chiesa pa’ dilazionare la consegna. Bestemmia guardando la nebbia. ’Rica… T’imàgini che mi sia dentro el bugigattolo, co’ la soàzza, i tarli, el velén e l’oro. Invéze me trovo qua. A Fondamente Nove. El cellulare lo go lassà in obitorio, diavolo bestia... Non c’è alcun angolino i

Lettura gratuita per i nuovi utenti
Scansiona per scaricare l'app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Scrittore
  • chap_listIndice
  • likeAGGIUNGI