XX Erano le 9,10 quando Crema e Quadrini suonarono alla porta dell’appartamento della famiglia Crodo. Durante il viaggio che li aveva condotti dalla Questura a quel condominio avevano studiato la “parte” e scoperto che Massimo Crodo, il ragazzo scomparso, era figlio di un noto primario del CTO, dal curriculum prestigioso e dalla superbia non inferiore alla qualità del curriculum stesso. I due poliziotti attesero diversi secondi prima di trovarsi faccia a faccia con un giovane dalla capigliatura ribelle, lo sguardo assonnato e l’alito non proprio gradevole. Indossava, probabilmente come pigiama, una maglietta con la foto di Che Guevara e dei pantaloncini da calcio multicolore. Uno spettacolo. “Che volete?”, domandò con tono scazzato. “Siamo della polizia, cercavamo il signor Massimo

