Capitolo 3 Il lunedì mattina il mio telefono vibra con una chiamata in arrivo. Abbasso lo sguardo sullo schermo mentre attraverso il campus e vedo il nome di mio padre. Penso di far rispondere la segreteria telefonica, ma rimanderei solo l’inevitabile. «Andrew» parla come se lo stessi disturbando io, anche se è stato lui a chiamare. «Ciao, padre.» «Bene,» dice, come se gli avessi chiesto come sta «e tu?» «Anche io. Sto andando al laboratorio, hai bisogno di qualcosa di specifico?» «No, non posso chiamare mio figlio per fare due chiacchiere?» Non l’hai mai fatto. Mai. «Come va la vita sentimentale?» Questa conversazione sta diventando sempre più assurda. Non ci confrontiamo sulla mia vita sociale e, a parte i voti e i programmi di laurea, non parliamo di me. O di molto altro. Ogni

