17. Il cemento non ricorda Nei dintorni della trattoria con Bocciofila al Capolinea, esterno notte. Il cencio d’uomo è arrivato col suo motocarro davanti al Capolinea, canticchiando tra sé è sceso, s’è guardato attorno, ha sorriso, ha messo una sigaretta tra le labbra e non l’ha accesa. Il gigante gli ha fatto un cenno col mento, in attesa sull’uscio, il cencio d’uomo è entrato, le luci erano spente. Ha buttato un occhio ai tavoli, al jukebox, al bancone, ha sorriso nuovamente. Quanti ricordi, belli anche quelli brutti ora che sono passati, voltati come una pagina, che sai già cos’è successo e non ti spaventa più. Il gigante è andato dietro al bancone e ha bisbigliato: “Cosa bevi?”, e Angelino ha risposto che faceva freddo, e magari andava bene un rosso, o qualcosa di più forte. Osvaldo

