TRENTOTTO Taino, St. Marcos, Isole Vergini americane 18 settembre 2012 La mattina arrivò e me le suonò di santa ragione. Avevo dormito due misere ore sul mio futon, prima che fosse ora di alzarmi per correre all’ufficio di Walker. Walker. Bleah. Due giorni prima avevamo fissato il nostro incontro alle dieci di quella mattina. L’unico motivo per cui non rimandai era che il suo ufficio si trovava per strada, in direzione del tribunale. Oso saltò sul futon e provò a lavarmi con la lingua. Il suo alito sapeva di rane morte. Che schifo. Mi diede la forza di alzarmi. “Smettila. No,” gli dissi. Mi trascinai fuori dal letto e fino in bagno. Dovevo sembrare presentabile in aula. Mentre mi lavavo i denti, domavo i capelli cespugliosi da vita sull’isola con una crema di Ava e mi sciacquavo la

