IX L’ufficio del maresciallo Antonio Criscuolo è una sauna. Il vecchio ventilatore Marelli, che deve trovarsi sopra l’armadio di legno dagli anni della guerra, si affanna inutilmente contro l’umidità impregnata di archivio, pasta e ceci e fureria. La scrivania ricorda la cattedra di una scuola elementare. Troppo piccola per le robuste braccia del sottufficiale che devono dividere lo spazio del ripiano con la lampada di ghisa, la radio a valvole, il telefono di bakelite nera, l’interfonico e il portamatite. A lato destro della sedia, pure risicata per le corpulente terga del carabiniere, c’è il tavolinetto con la macchina per scrivere Olivetti M40, nera con i tasti bianchi. Sulla parete alle spalle del maresciallo, una volta bianca, sono appesi un crocefisso con un ramoscello di ulivo i

