CANTO D’ESTATE-4

2504 Parole

«Ah, sei qui», la sentii dire, tranquilla, come se fosse la cosa più naturale del mondo, con quella voce così languida da attorcigliare lo stomaco. «Hai finalmente smesso di sbirciare tra le siepi, come uno scoiattolo.» Stava ridendo adesso, per quanto fosse incredibile. Lo scorrere dell’acqua si era arrestato e il rumore delle gocce che cadevano dal suo corpo nudo, infrangendosi contro la ceramica del piatto, erano una tortura. In quel momento mi resi conto che lei sapeva che c’ero anch’io, nascosto dietro la parete. Compresi che quel tormento era davvero per me e la cosa la divertiva. Eppure, non disse nulla, non mi degnò di alcuna attenzione: era tutta per Tommy. «Non puoi combattere le battaglie altrui», disse rivolta al mio amico. «Siamo tutti liberi e ciascuno è libero di scegliere

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