Un crepitante rumore di rami secchi che esplodevano nel fuoco tornò a reclamare la nostra attenzione su ciò che si stava consumando in cantina. Non si trattava di nulla del genere, tuttavia. Attraverso il costato straziato di George si fecero largo dita pallide e lunghe. Le dita spezzarono le costole, una dopo l’altra, fino ad aprirsi un varco sufficiente a portare alla luce un cranio glabro e cieco, dai lineamenti abbozzati alla meglio. Una sorta di fetale, oscena parodia di volto umano. Accanto, il cadavere di Ruth era impegnato a partorire una seconda mostruosità, gemella della prima. Matt si strappò dalla bocca la mano che gli impediva di gridare, poi si ritrasse dalla grata. Lo ascoltai distrattamente vomitare alle mie spalle. Dal canto mio, non riuscivo a distogliere gli occhi d

