Khan Copulo con la mia dolce omega finché le sue grida piagnucolose lasciano il posto a urla di piacere. Poi me la spasso con lei ancora per un po’. Quando finalmente mi alzo, facendo le fusa per calmarla, le coperte sono inzuppate dei suoi umori e del mio seme. La sua piccola fronte è corrugata e le sue pupille nere si stanno restringendo all’interno dell’iride, ora più ampia, di un bellissimo e inquieto color azzurro. Col pollice provo a distenderle le rughe sulla fronte. Le sue labbra tremano e io faccio le fusa più forte. Vorrei poterla scopare fino allo sfinimento, ma, se è destinata ad essere la mia regina, la mia compagna, la madre dei miei eredi, devo concederle il tempo di metabolizzare la cosa. Anche se ora vorrei scoparla di nuovo. “Hai delle domande”, mormoro, stringendomela

