19. Emma-2

817 Parole

Khan Emma dorme rannicchiata su se stessa. È più magra; mangia poco, perché, così afferma, non può facilmente digerire il cibo ulfarri. È angosciata e ansiosa. Nemmeno la pittura sembra interessarle più tanto. La sua infelicità pulsa nel nostro legame. La tengo stretta finché non si addormenta, ma poi mi alzo, inquieto. Anche dopo la nostra conversazione dell’altro giorno, in cui pensavo di averle fatto capire quanto siano importanti le omega per la nostra stessa sopravvivenza, dice di non volere, di non poter accettare di vivere qui. E così mi ritrovo in bilico su uno sgabello nei miei alloggi privati, in una stanza separata da quella di Emma, ma abbastanza vicina da consentirmi di sentire il suo pianto. La sua angoscia è sempre con me, un dolore sordo nel mio cuore. Non può andare ava

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